L’Assemblea regionale siciliana ha approvato nei giorni scorsi l’aumento delle giornate lavorative per circa 16 mila lavoratori forestali, ma la questione della stabilizzazione resta aperta.
Una misura che comporterà una spesa di 291.215.830 euro per il solo 2026, destinata a incidere su un comparto che da molti decenni rappresenta uno dei temi più delicati – e politicamente sensibili- della gestione regionale.
“Aumentare le giornate lavorative significa rendere l’intero corpo forestale più solido e pronto ad intervenire. È fondamentale agire con urgenza, soprattutto considerando il drastico calo del personale. Nell’arco di circa vent’anni, il numero complessivo di lavoratrici e lavoratori nel comparto forestale siciliano è crollato da circa 35.000 a 16.000 unità a causa del blocco del turn over e delle mancate assunzioni.” Dichiaravano il 28 ottobre di questo anno, i rappresentanti del gruppo parlamentare della DC (fonte https://ilsicilia.it/forestali-abbate-e-pace-dc-subito-piu-giornate-lavorative-e-stabilizzazione-per-contrastare-incendi-e-precarieta/)
La norma interviene su una platea storicamente frammentata in diverse tipologie contrattuali: i cosiddetti “settantottisti”, “centunisti” e “centocinquantunisti”, denominazioni che indicano il numero massimo di giornate lavorative annuali.
Per la maggioranza che sostiene il governo regionale, l’approvazione rappresenta un segnale politico preciso.
Il deputato della Lega Vincenzo Figuccia parla di un “Una norma che abbiamo voluto fortemente che rappresenta un primo passo verso la riforma che porterà alla stabilizzazione di questi lavoratori – aggiunge – dopo tanti anni di silenzio, questo è un primo segnale concreto.” (fonte https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2025/12/17/piu-ore-di-lavoro-per-16-mila-forestali-in-sicilia-approvata-la-norma_79f9cc28-25f6-45ad-a161a640c9024763.html)
La norma ha incassato anche il sostegno del Partito Democratico, ma lo stesso partito evidenzia anche il limite del provvedimento: la sua natura non strutturale.
L’aumento delle giornate avrebbe dovuto essere inserito stabilmente nel triennio di bilancio, superando la logica degli interventi una tantum che da anni caratterizza la gestione del settore.
Il tema dei forestali in Sicilia va ben oltre la questione occupazionale. Il comparto è direttamente collegato alla tutela del territorio, alla prevenzione del rischio idrogeologico e alla lotta agli incendi boschivi, emergenza sempre più grave a causa dei cambiamenti climatici.
Eppure, nonostante i costi elevatissimi sostenuti annualmente dalla Regione, il settore resta privo di una riforma organica che ridefinisca funzioni, competenze, organizzazione del lavoro e criteri di assunzione. (fonte https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2025/12/17/piu-ore-di-lavoro-per-16-mila-forestali-in-sicilia-approvata-la-norma_79f9cc28-25f6-45ad-a161a640c9024763.html)
La cifra di quasi 300 milioni di euro per un solo anno riaccende anche il dibattito sull’efficienza della spesa pubblica regionale.
La norma approvata dall’Ars rappresenta un sollievo per migliaia di lavoratori e un segnale politico atteso da moltissimi anni, ma è un traguardo? Gli incendi- “Fuochi”- diminuiranno??
Come riconoscono anche le forze di opposizione che l’hanno sostenuta, non può essere considerata una soluzione definitiva. (fonte https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2025/12/17/piu-ore-di-lavoro-per-16-mila-forestali-in-sicilia-approvata-la-norma_79f9cc28-25f6-45ad-a161a640c9024763.html)
La vera sfida per il governo regionale sarà trasformare questo intervento in una riforma strutturale, capace di coniugare diritti dei lavoratori, sostenibilità finanziaria e tutela efficace del territorio siciliano.
Fino ad allora il dossier forestali resterà uno dei nodi irrisolti della politica regionale.
